Greg. Lei, signora Ekdal è giovane, lei non può o non vuole comprendermi. (a Erminio) Ma tu Erminio, tu sai ciò che devi fare dopo una simile spiegazione.

Erm. Sì, sì, parli bene tu.

Greg. Non v’è nulla di più nobile, di più generoso del perdono; noi dobbiamo amare, sollevare il peccatore.

Erm. E tu credi che un uomo possa facilmente ingoiare questo amaro calice che mi hai dato a bere?

Greg. Per un uomo comune, forse, puoi avere ragione, ma per te.... Tu non sei un uomo come gli altri....

Erm. Sarò come vuoi, Gregorio, ma per ora le tue dottrine non posso accettarle.... Chissà col tempo.

SCENA V. Relling e detti.

Relling. (entrando) Ebbene come sta l’anitra selvatica?

Erm. Ah! Ah!... Tu mi chiedi dell’anitra selvatica e.... Che fu ferita dal vecchio Werle.

Relling. Cosa c’entra il vecchio Werle.... Parlavate forse di lui?