Gina. (che è seduta vicino al tavolo, commossa) Non dire sciocchezze.
Erm. Ma non siete in collera con me, voi sapete che io vi amo.
Edvige. (abbracciandolo) E noi ti adoriamo.
Erm. Se talvolta sono irragionevole, nervoso, ingiusto.... compatitemi.... mio Dio, ho tanti pensieri per il capo (asciugandosi furtivamente una lagrima) No, non voglio birra, dammi il flauto.
(Edvige corre alla scansia e prende il flauto che dà ad Erminio) Grazie.... tra voi due e col mio flauto mi sento felice anch’io.
(Edvige si siede vicino a Gina abbracciandola, Erminio comincia a suonare una danza boema in tempo largo, dopo poche battute s’interrompe).
Erm. (stendendo la mano sinistra a Gina) Gina mia, la nostra casa è piccina, ma ci troviamo bene non è vero?
Gina (commossa gli stringe la mano).
(Erminio ricomincia a suonare, in quella si ode bussare alla porta).
Gina. (alzandosi) Aspetta Erminio, mi pare abbiano bussato.