Edvige. Non è un’anitra comune.

Ekdal. Signor Werle, quella è un’anitra selvatica.

Greg. Davvero?

Ekdal. La mia anitra selvatica.

Edvige. (con calore) La nostra, essa appartiene anche a me.

Greg. E come fa a vivere nel solaio?

Ekdal. Ecco là la sua vasca dove può nuotare.

Erm. Tutti i giorni le cambiamo l’acqua.

Gina. (ad Erminio) Bada, Erminio, raffredderai troppo la stanza.

Ekdal. Ritiriamoci, non vorrei disturbarle il sonno. Edvige, chiudi tu.