Greg. (infilandosi il paletot) Sì, almeno per adesso.

Erm. E non in casa di tuo padre, che vuoi dunque fare?

Greg. Non lo so. (batte una mano sulla spalla di Erminio) Io, mio caro, ho una gran disgrazia.... quella di chiamarmi Gregorio Werle.

Erm. Non ti comprendo.

Greg. So ben io quello che voglio dire.... Eh! perchè sono nato in questa famiglia?!

Erm. (sorridendo) E se tu non fossi un Werle che vorresti essere?

Greg. Cosa vorrei essere (dopo breve pausa lo prende per un braccio) Un cane....

Erm. Un cane?

Edvige. (ridendo) Un cane, che idea curiosa!

Greg. (rivolgendosi ad Edvige) Sì, signorina, un cane sagace come quello di mio padre che salvò la sua anitra selvatica.