Gina. Se puoi finire prima di colazione poi non ci pensi più e sei libero per fare quello che vuoi. (va in cucina)
SCENA II. Erminio — vecchio Ekdal poi Gina.
(Pausa durante la quale Erminio lavora sempre seduto al suo tavolo, ma deve lavorare svogliatamente).
Ekdal. (sporge la testa dalla sua stanza, guarda che non ci sia nessuno e a voce bassa) Hai fretta?
Erm. Sì, temo già d’arrabbiarmi con questa benedetta fotografia.
Ekdal. Se hai fretta non ti disturbo, non ti disturbo. (rientra lasciando la porta aperta)
Erm. (torna a lavorare ma dopo alcuni secondi posa il pennello rivolgendosi verso la stanza di Ekdal) Papà? papà?
Ekdal. (da dentro) Ora sono io che ho fretta, sono io. (brontola parole inintelligibili)
Erm. Fa quello che vuoi. (torna al lavoro)
Ekdal. (sulla soglia dell’uscio) Del resto poi, Erminio, una grande fretta io non l’ho.