Sig.ª Alving. Presto presto, figlio mio, potrai rimetterti al lavoro, poichè ora non sei tormentato più da pensieri tristi e scoraggianti....
Osvaldo. Che fortuna, che tu abbia dissipate tutte quelle fosche imagini. Ed ora che potei varcare.... quel passo.... (si siede sul divano) chiacchiereremo un po’ assieme, mamma.
Sig.ª Alving. Benissimo. (essa avvicina una seggiola al divano, e gli siede accanto)
Osvaldo. E poi spunta il sole.... e poi tu sai tutto.... e poi.... l’angoscia è finita.
Sig.ª Alving. Io so tutto? Che vuoi tu dire?
Osvaldo (senz’ascoltarla). Mamma, non dicevi questa sera, che non c’è al mondo cosa alcuna che tu non faresti per me, s’io te ne pregassi?
Sig.ª Alving. Sì, è vero.
Osvaldo. E lo dici ancora, mamma?
Sig.ª Alving. Puoi calcolarci, figlio mio adorato. Che cosa ho io su questa terra, tranne te?
Osvaldo. Sì, sì. Allora ascoltami. Mamma, tu hai l’anima forte, lo so; ebbene, devi restartene quieta quieta ed ascoltarmi senza interrompermi....