Engs. Eppoi la colpa è di tua madre che voleva aver sempre ragione.... Dovevo pur trovare qualche spediente per vincerla. Essa faceva sempre la smorfiosa. (imitando) «Te ne prego, Engstrand! lasciami stare! Ho servito per tre anni in casa del ciambellano Alving a Rosenvold, io.» (sorridendo) Ah! Buon Gesù! Non c’era caso di farle dimenticare che il capitano era stato promosso ciambellano nell’epoca in cui essa si trovava al suo servizio.

Regina. Povera mamma! Non t’ha incomodato per molto tempo.... quante glie n’hai fatte passare!

Engs. (con un movimento che lo fa zoppicare). Si capisce, la colpa è sempre mia.

Regina (voltandosi da un lato a mezza voce). Ouf! Eppoi, codesta gamba!

Engs. Che dici figlia mia?

Regina. Pied de mouton.

Engs. Quest’è inglese?

Regina. Già.

Engs. Già, già; sei divenuta una sapientona, qui. Sto pensando, Regina, che ciò potrebbe fare al caso nostro.

Regina (dopo breve silenzio). E che vuoi tu ch’io me ne venga a fare con te in città?