— Credevo che madama de Vaudremont fosse da tempo impegnata col signor de Soulanges, soggiunse la giovin donna un po' rimessa dal cruccio interno che aveva alterato lo splendore del suo viso.

— Da otto giorni la contessa lo burla, rispose il colonnello. Ma dovete aver visto quel povero Soulanges quando entrò; tenta ancora di non credere alla sua sfortuna.

— L'ho veduto, disse la dama azzurra. Poi aggiunse un: «signore, vi ringrazio,» che equivaleva ad un congedo.

In quel momento la contradanza stava per finire, e il colonnello, deluso, non ebbe che il tempo di ritrarsi dicendosi a modo di consolazione: — È maritata.

— Ebbene! valoroso corazziere, esclamò il barone trascinando il colonnello nel vano d'una finestra per respirarvi l'aria pura dei giardini, a che punto siete?

— È maritata, mio caro

— E che cosa importa?

— Oh diavolo! io sono un uomo costumato, e non voglio più rivolgermi che alle donne le quali posso sposare. D'altronde, Marziale, mi ha formalmente dimostrata l'intenzione di non ballare.

— Colonnello, scommettiamo il vostro leardo contro cento napoleoni che questa sera ballerà con me.

— Accetto, disse il colonnello prendendo la mano del vagheggino. Intanto vado a vedere Soulanges; egli forse conosce questa dama, che mi parve si interessasse di lui.