— Mio bravo, avete perduto, disse Marziale ridendo. I miei occhi si sono incontrati coi suoi, e me ne intendo; Caro colonnello, non ve ne avrete a male se ballerò con lei dopo il rifiuto che vi è toccato.

— No, no, riderà bene chi riderà ultimo. Del resto, Marziale, io sono bel giuocatore e buon nemico; vi prevengo che essa ama i diamanti.

Ciò detto, i due amici si separarono. Il generale Montcornet si diresse verso la sala da giuoco, ove vide il conte di Soulanges seduto ad un tavolo di bugliotta. Benchè fra i due colonnelli non esistesse che quell'amicizia banale che è determinata dai pericoli della guerra e dai doveri del servizio, il colonnello dei corazzieri fu dolorosamente colpito nel vedere il colonnello d'artiglieria, che conosceva per uomo saggio, impegnato in una partita nella quale poteva rovinarsi. I mucchi d'oro e di biglietti sparsi sul fatale tappeto attestavano il furore del giuoco. Un circolo silenzioso d'uomini circondava i giuocatori che erano al tavolo. Tutti si udivano pronunciare parole come: Passo, giuoco, tengo, mille luigi, tenuti; ma guardando quei cinque individui immobili pareva non parlassero che cogli occhi. Quando il colonnello, spaventato dal pallore di Soulanges, s'avvicinò a lui, il conte guadagnava. L'ambasciatore austriaco, un celebre banchiere, si alzava completamente spogliato di somme considerevoli. Soulanges divenne ancora più cupo e, raccogliendo una massa d'oro e di biglietti, non contò nemmeno: un amaro dispetto increspo le sue labbra: pareva minacciasse la fortuna invece di ringraziarla dei suoi favori.

— Coraggio, gli disse il colonnello, coraggio Soulanges! Poi, credendo di fargli un vero servizio strappandolo al giuoco. — Venite, aggiunse, ho una buona notizia a darvi, ma ad una condizione.

— Quale? chiese Soulanges.

— Quella di rispondere a quanto vi chiederò.

Il conte di Soulanges si alzò bruscamente, mise con aria incurante quanto aveva guadagnato in un fazzoletto che aveva tormentato convulsivamente, ed il suo viso era così stravolto, che nessun giuocatore pensò di trovare fuori di proposito che si ritirasse. Anzi i volti degli altri parvero rasserenarsi quando quella testa sgarbata e triste non fu più nel cerchio luminoso che descriveva al di sopra della tavola una lampada da bugliotta.

— Questi diavoli di militari se la intendono come i ladri in fiera, disse a voce alta un diplomatico della galleria prendendo il posto del colonnello.

Una sola figura smorta e stanca si volse verso il sopraggiunto, e gli disse lanciandogli uno sguardo vivacissimo: — Chi dice militare, non dice civile, signor ministro.

— Mio caro, disse Montcornet a Soulanges attirandolo in un canto, questa mattina l'imperatore ha fatto i vostri elogi e la vostra promozione al maresciallato non è più dubbia.