Il colonnello arrivò, il barone gli cedette il suo posto presso la contessa cui disse in modo sardonico: Madama, ecco un uomo che si è vantato di guadagnare le vostre buone grazie in una sera.
Allontanandosi si applaudì di avere rivoltato l'amor proprio della contessa e spacciato Montcornet; ma ad onta della sua finezza abituale, non aveva capito l'ironia di cui erano piene le parole di madama de Vaudremont, e non si accorse che ella aveva fatto verso il suo amico tanta strada, quanta egli verso di lei, benchè inscienti l'uno dell'altra. Nel momento in cui il referendario si avvicinava farfalleggiando al candelabro sotto cui la contessa di Soulanges, pallida e timida, non sembrava vivere che cogli occhi, suo marito arrivò presso la porta della sala cogli sguardi scintillanti di passione. La vecchia duchessa, attenta a tutto, si slanciò verso suo nipote, gli chiese il suo braccio e la sua carrozza per uscire, pretestando una noja mortale e lusingandosi di prevenire così un deplorevole scandalo. Innanzi di partire fece un singolare segno d'intelligenza a sua nipote, indicandole l'intraprendente cavaliere che si preparava a parlarle, e questo segno pareva dirle: — Eccolo, vendicati!
Madama de Vaudremont sorprese l'occhiata della zia e della nipote, una subitanea luce la illuminò, temette d'essere lo zimbello di quella vecchia signora così dotta e così astuta nell'intrigo.
A quel pensiero l'amor proprio di madama de Vaudremont provò forse maggiore interesse della curiosità a trovare il filo di quell'intrigo. La preoccupazione interna alla quale fu in preda non la lasciò padrona di sè. Il colonnello, interpretando a favor suo l'indirizzo che si rivelava nei discorsi e nei modi della contessa, divenne più ardente e più insistente. I vecchi diplomatici svogliati, che si divertivano a seguire le espressioni delle fisionomie, non avevano mai trovato tanti intrighi cui tener dietro ed indovinare. Le passioni che agitavano le due coppie diversificavano ad ogni passo in quelle sale animate, riproducendosi con altre gradazioni su altre figure. Lo spettacolo di tante passioni vive, di tutte queste lotte amorose, vendette dolci, favori crudeli, sguardi infiammati, li richiamava con maggior vivezza alla loro impotenza. Finalmente il barone aveva potuto sedersi vicino alla contessa di Soulanges. I suoi occhi erravano furtivamente su un collo fresco come la rugiada, profumato come un fiore di campo. Ammirava da vicino le bellezze che da lungi l'avevano sbalordito. Poteva vedere un piedino ben calzato, misurare coll'occhio un vitino snello e grazioso. A quell'epoca le donne annodavano la cintura dell'abito precisamente al di sotto del seno, ad imitazione delle statue greche, moda spietata per le donne il cui busto avesse qualche difetto. Gettando degli sguardi furtivi su quel seno, Marziale rimase incantato della perfezione di forme della contessa.
— Non avete ballato una sola volta questa sera, signora, egli disse con voce dolce e lusinghiera; ritengo, non sarà per mancanza di cavaliere.
— Non vado nel mondo, sono sconosciuta, rispose freddamente madama di Soulanges che nulla aveva capito nello sguardo della zia.
Marziale allora, per darsi un contegno, manovrò il bel diamante che ornava la sua mano sinistra; le fiamme lanciate dalla pietra parvero gettare una subita luce nell'anima della giovine contessa, che arrossì e guardò il barone con una espressione indefinibile.
— Amate il bello? chiese il provenzale, per tentare di riannodare la conversazione.
— Oh! molto, signore.
A quella strana risposta i loro sguardi s'incontrarono. Il giovane, sorpreso dall'accento penetrante che svegliò nel suo cuore una vaga speranza, aveva tosto interrogato gli occhi della giovine signora.