Le molteplici esperienze fatte da altri uomini dotti provarono che questa sostanza esiste in gran quantità nelle ossa di tutti i mammiferi cioè di quegli animali che nascono colle forme del corpo eguali a quelle della loro madre e poppano il latte delle sue mammelle.
A questo punto è necessario ch'io vi rivolga una domanda: lo sapete, ragazzi, come facevano gli antichi a procurarsi il fuoco? No! Ve lo dirò io.
Nei tempi primitivi, quando non era ancor conosciuto l'uso dei metalli, gli uomini si fabbricavano le armi con pezzi di selce e di legno: e mentre attendevano a ciò, s'accorsero che dalla confricazione violenta di queste due sostanze uscivano delle scintille, le quali, poi, divampavano in fiamme.
Questo rozzo metodo, dovuto al caso, si andò gradatamente perfezionando, fintantochè fu inventato l'acciarino, il quale non è altro che un pezzetto di acciaio, che i nostri nonni battevano sulla silice, o pietra focaia, per farne scaturire la scintilla. O come accade ciò? Ecco: battendo rapidamente una lama di acciaio sulla silice, le estremità taglienti di questa pietra sì dura fanno un leggiero solco sulla lama e la riscaldano, nel tempo stesso che in quel punto ove la solcano, spicca una minutissima scheggia di metallo, la quale essendo già riscaldata, s'infiamma tostochè trovasi isolata dall'acciarino e a contatto dell'aria. L'esca, poi, che si mette a contatto della pietra focaia, affinchè pigli fuoco, è una materia che cresce sulla querce, e viene conciata e preparata con sostanze atte a incendiare facilmente.
Ma la scoperta del fosforo c'insegnò un modo più spiccio per procurarci il fuoco: esso ha, come vi ho detto, la strana proprietà di essere costantemente luminoso nell'atmosfera e di manifestarsi, nell'oscurità, con una luce più viva. Ebbene l'industria ha applicato questa proprietà del fosforo alla fabbricazione di quei fuscellini di legno o di cera, comunemente detti fiammiferi; essi sono ricoperti, ad uno dei loro capi, da un miscuglio di fosforo, di zolfo, di clorato di potassa e di gomma colorata in verde, giallo, rosso o turchino; e basta sfregarli sopra un corpo scabroso o secco, affinchè prendano subito fuoco.
Nessuno, certo, potrebbe disconoscere l'utilità grande di questo trovato: ma non meno il pericolo di dar fuoco alle case e alle persone, come pur troppo ce lo dimostrano i casi lacrimevoli che tuttodì accadono sotto i nostri occhi.
È da aggiungere che il fosforo è uno dei veleni più potenti: e che perciò i bambini non dovrebbero mai toccar fiammiferi senza il permesso della mamma. La presenza del fosforo nella natura da origine a fenomeni curiosissimi: Chi di voi, nelle quete sere di giugno, non ha visto le lucciole svolazzare, qua e là, tra il grano e i canneti? Ebbene: quella luce che esse hanno nella parte posteriore del corpo, non è altro che una piccola quantità di fosforo. Nè solo i mammiferi e gl'insetti producono fosforo: ma anche i pesci. E spesso, in alto mare, le navi solcano larghe e lunghe strisce di onde, rese luminose da una quantità immensa di animaletti fosforescenti.
Eccoci alla fine della nostra lezioncina. Mi perdonate se ve l'ho battezzata per una novella? Avevo tanta paura che la saltaste a pie' pari! Ora noi sappiamo perfettamente che il fosforo è un corpo il quale ha l'apparenza della cera, di cui possiede la semi-trasparenza, il colore e la mollezza: sappiamo che il suo carattere principale è quello di mostrarsi luminoso nell'oscurità, mediante il semplice contatto dell'aria: sappiamo che il Brandt, mercante di Amburgo, lo scoprì verso il 1669....
Ma se vi ripetevo i casi di Berlinda e le bricconate di Barbablù, che cosa avreste imparato? Ditemelo!