Noi sappiamo che gli uccelli si riproducono per mezzo delle uova, le quali, covate da uno dei genitori, si schiudono a un'epoca determinata, per dare adito al nuovo piccino.
Ebbene: quando viene il tempo di deporre le uova, la femmina cambia le sue abitudini. Le piaceva il canto, l'allegro vagabondaggio sui clivi fioriti, il cinguettìo colle compagne? Dal momento che sta per diventar mamma, rinunzia alla libertà e non abbandona più le sue uova, finchè il calore continuo e prolungato del suo corpo non le abbia fatte schiudere.
Bisogna vederle quelle creaturine, nate d'allora! Incapaci di adoperare le zampe, senza penne e cogli occhi ancor chiusi, vengono nutrite nel nido dai loro genitori, finchè, coperte di piume, possono cominciare a far prova delle ali e trovarsi da sè il nutrimento che loro conviene. La madre dirige i primi loro passi e manda, per chiamarli, un grido particolare quando ha trovato del cibo. Se sono aggrediti, li difende valorosamente e fa mostra d'una meravigliosa accortezza.
Quando i piccini sono abbastanza forti per volar via, lasciano la famiglia e vanno a perdersi nel mondo, nel vasto mondo, dove, alla loro volta, diverranno anch'essi mariti e padri.
Io vorrei poter farvi vedere un nido non disegnato sulla carta, ma vero. Avreste di che rimaner sorpresi, ve lo dico io! Fino dal cominciar della primavera, gli uccellini raccolgono i materiali necessari alla fabbricazione della loro casina. Tutti portano il loro filo d'erba o il loro stelo di muschio. E bisogna vedere con qual maravigliosa maestrìa foggiano un cestino, lo nascondono in un cespuglio, lo appendono a un ramo e lo depongono sui cammini, contro i muri e contro i tetti.
E dire che ci sono dei bambini maligni, i quali si divertono a tormentare quei piccoli muratori, falegnami, tessitori, e rapiscono loro il frutto di tante cure, di tante trepidazioni! Io voglio molto bene ai fanciulli e sono indulgentissima per certe loro monellerie: ma quando ne commettono qualcuna, la quale sia indizio di perversità d'animo o di durezza di cuore, sono senza pietà e li punisco. Oh se li punisco!
C'è un bambino, laggiù in fondo, il quale mi chiede per la seconda volta se tutti gli uccelli volano. Eccomi a soddisfarti, amico mio. No, tutti gli uccelli non volano. Potrei, anzi, nominartene alcuni che per la struttura del loro corpo, non possono neanche inalzarsi da terra. Ma invece di sciorinarti una filza di nomi che presto dimenticheresti, mi limito a farti osservare il nostro gallo e la nostra gallina, i quali hanno abitudini terrestri.
Vi dirò anche che vi sono uccelli che vivono nell'acqua o in prossimìtà delle acque: le anatre, le oche, i cigni sono da annoverarsi tra questi.
Quando sarai più grandino, ti parleremo diffusamente di altri uccelli acquatici, fra i quali primeggia la Fregata, che ha un'apertura d'ali di circa tre metri. Vivono nei mari dei paesi caldissimi e stanno lontane perfino due o trecento leghe dalla terra. Quando scoppia una burrasca, s'inalzano molto al disopra della regione degli uragani, e aspettano, in quelle sfere altissime, che l'aria sia nuovamente tranquilla.