La raccolta delle olive si fa ordinariamente in novembre e dicembre: se l'albero non è alto, si colgono le olive con la mano: ma se i suoi rami sono molto elevati, si abbacchia come si pratica con le noci e i castagni.
Tutto il lavoro non è però finito con la raccolta. Le ulive vengono schiacciate nel frantoio e il primo olio che da esse è spremuto si chiama olio vergine. Dalla pasta di quelle ulive medesime si ottiene quindi l'olio comune e, gradatamente, quello di qualità inferiore.
L'olio si conserva nei barili o in grandi vasi di terra verniciata, detti damigiane. Gli ulivi hanno un anno di abbondanza su tre o quattro di sterilità, e perciò, tirando la media delle buone e cattive raccolte, si è potuto stabilire che un olivo produca quattro o cinque chilogrammi d'olio l'anno.
E questo ramo di agricoltura esige, oltre al lavoro e alla vigilanza, grandi tesori di pazienza e di tempo, poichè un olivo non è produttivo che verso i sei o sett'anni.
L'olivo è stato, fino dai tempi più remoti, il simbolo di sentimenti nobili e virtuosi. I Greci antichi pretendevano di averlo avuto da Minerva, dea della saviezza, e non ne permettevano la coltivazione che a persone onorevoli e della più specchiata probità.
Ricordate, nella storia di Noè, il ramoscello d'olivo portato dalla colomba?
E anche ai nostri giorni, non veneriamo forse l'olivo come un simbolo di pace e d'abbondanza?
- Come sono le foglie e i frutti dell'olivo?
- Dove cresce l'olivo?
- Come si semina?
- Come si raccolgono le olive?
- Come si estrae l'olio dalle olive?
- Quali pensieri ha ispirato l'olivo ai nostri padri?