[32]. Intorno a Marzabotto ved. C. Gozzadini, D'un'antica necropoli a Marzabotto, Bologna, 1865; Nuove scoperte a Marzabotto, Bologna, 1870; C. Conestabile, Rapport sur la Nécropole... in Compte rendu du Congrès..., pag. 242; cfr. G. Chierici, Antichità preromane della provincia di Reggio d'Emilia, in cui l'autore espone l'opinione, in parte dibattuta, che Marzabotto fosse un borgo abitato.

[33]. Intorno a Cacrilio ved. Helbig, Die Italiker in der Poebene, pag. 125, con l'appendice del Löschcke su quel figulinaio.

[34]. Ved. parte etrusca. Intorno alle ciste ved. Cavedoni, D'una cista di Castelvetro in Ann. Ist. Corr. Arch., 1842, p. 67 (cfr. 1847, pag. 71); Zannoni, in Memorie R. Accademia delle Scienze di Torino, 1876, vol. XXVIII, pag. 111; Helbig, Bronzi di Capua in Annali dell'Ist. di Corr. Arch., 1880, pag. 223, 240, ecc.; cfr. Annali Ist. Corr. Archeolog. 1881, pag. 214.

[35]. Ved. Semper, Der Stil, citato nella Bibliografia che precede questo Manuale, [pag. 9].

[36]. G. C. Conestabile, Sopra due dischi di bronzo antico italici del Museo di Perugia in Memorie dell'Accad. delle Scienze di Torino, Tom. XXVIII (1876), serie II, pag. 26 e segg.; cfr. Conze, Zur Geschichte der Anfänge der Griech. Kunst, Vienna, 1870.

[37]. Helbig, Sulla provenienza della decorazione geometrica in An. Ist. Corr. Arch., 1875, pag. 221 e segg.

[38]. Ved. Conze, sostenitore più tardi di un primo studio di disegno e ornamento geometrico presso tutti i popoli in Ann. Ist. Corr. Archeol., 1877, pag. 354 e segg. (sopra oggetti di bronzo trovati nel Tirolo Meridionale).

[39]. La voce greca che genericamente indica “seppellire„ cioè θάπτειν, nel valore primo della sua radicale ταφ, dice “ardere, abbrucciare„, ed ha per riscontro la rad. tep. di tep-eo e tep-idus nel latino, e per riprova τέθρα, “la cenere„ e l'uso della voce θάπτειν in senso d'incenerire i morti, presso Omero (Iliade, XXI, 323: Odissea, XII, 12. XXIV, 417).

[40]. Per es., nelle sepolture umbro-felsinee e di Villanova la proporzione sarebbe di 4 umati per 100 combusti.

[41]. Questo risulta da esplicita dichiarazione di Cicerone nel de legibus (II, 22), ripetuta da Plinio (h. n. VII, 54). Nel libro XI dell'Eneide, Virgilio descrive i funerali dei caduti nella battaglia fra Rutuli e Troiani: nel campo troiano tutti i morti sono arsi, nel campo italico molti arsi e molti sotterrati.