II. —
Le due scuole pittoriche principali.
Come si è veduto nella plastica, così nella pittura etrusca vi sono due periodi e due scuole o maniere: l'arte arcaica nazionale o toscanica; l'arte etrusco greca. Queste due scuole hanno avuto una successione cronologica, e poi vissero anche insieme. Nelle pitture del periodo arcaico vi è la solita rigidezza di disegno, durezza di atteggiamenti e di mosse, con sforzo d'imitazione della realtà; le figure non mancano di rilievo, ma stanno allineate; manca la viva espressione dell'azione, mancando l'accordo fra il concetto e l'esecuzione artistica.
Succede un periodo intermedio fra l'arte nazionale e l'arte di scuola greca, in cui c'è un arte più libera ed agile. Infine nel seguente periodo dello stile compreso nell'influenza greca, vi è un passo alla maniera propriamente pittorica (ved.tav. 38 e39 ); l'artista padroneggia gli strumenti dell'arte; traduce copia maggiore d'idee, mostra sentimento del bello, piena intelligenza delle forme; sollevandosi oltre la stretta imitazione della realtà, tende a nobilitare i soggetti; i volti prendono espressione e tengono del profilo greco (ved.tav. 41 ); le vesti seguono le movenze con leggerezza di pieghe e di svolazzi (ved.tav. 40 b ). È probabile che tale influenza venisse dalle scuole surte nel tempo dei Diadochi.
Danza bacchica.
(Tomba del Triclinio a Corneto).
Tavola 40 a.
Ved. Melani, Manuale di pittura cit., 2ª edizione, fig. 1.
Danza bacchica.
(Tomba del Citaredo a Corneto).
Tavola 40 b.