Ved. Melani, Manuale di architettura cit., 2ª ediz., fig. 12.
Dalla tomba dell'Orco a Corneto. Tavola 41.
Ritratto di Arnth Velchas.
Ved. Monumenti, IX, tavola XIV; Jules Martha, L'art étrusque, cit. pag. 398, fig. 271.
Non sempre però si può dire che un dipinto di stile toscanico sia d'età anteriore ad uno di stile con influenza greca, giacchè o per condizioni locali o per individualità dell'artista, eravi un arcaismo di maniera, protratto oltre il periodo di suo naturale sviluppo, v'era la scuola dei pittori toscanici, che continuavano a lavorare nel proprio stile arcaico[82].
III. —
Ceramica etrusca.
1. — Osservazioni generali.
I vasi fittili di foggie e dimensioni variissime, dipinti a figure nere su fondo chiaro, giallastro, o rosso, ovvero a figure chiare e rosse su fondo nero, che uscirono dalle tombe etrusche, e principalmente da Vulci in gran copia, e che si raccolsero in luoghi dell'Etruria Settentrionale, ad Adria, a Marzabotto e nella necropoli della Certosa, come già si è detto[83], sono prodotti di fabbriche greche, importati nell'Etruria, dove, come doni e funebre suppellettile, erano assai pregiati. Che tali vasi servissero ad ornamento è dimostrato dall'esser tuttavia nuovi, senza vernici interne che impedissero l'assorbimento dei liquidi, e spesse volte anche senza fondo. Importati in Etruria dalle fabbriche di Corinto, Atene, Egina, e più tardi da fabbriche italo-greche campane ed apule di Nola e di Ruvo, questi prodotti diedero luogo al sorgere di officine ceramografiche etrusche imitanti le greche. Così, mentre da suolo etrusco vengono vasi che rappresentano i varî momenti e le varie maniere della ceramografia greca, si hanno poi anche vasi dipinti propriamente etruschi, che in parte sono prodotti originali etruschi, e in parte imitazioni di prodotti greci.
2. — Vasi toscanici.
Sono da classificare fra i prodotti ceramografici etruschi certi vasi policromi, che per disegno e colorazione ripetono i caratteri dell'arcaismo e certe peculiarità della pittura toscanica[84]. Sono vasi di fondo nericcio, con figure umane e d'animali, di puerile disegno e di bizzarra colorazione. Uno di essi porta il disegno di due grandi occhi, quali vedonsi anche in vasi dipinti greci contro il fascino, ossia il mal occhio, significato della figura gorgonica da Luciano detta ἀποτρεπτικὸν τῶν δεινῶν, ed anche delle figure falliche, talvolta occhiute.