3. — Vasi d'imitazione greca.

Nella numerosa classe dei vasi dipinti al modo greco è facile di riconoscere quelli di lavorazione propriamente etrusca; e i principali criterî distintivi sono: le qualità delle rappresentazioni, riferentisi a costumi etruschi, o a miti ellenici etruscizzati coll'intervento frequente dei genî infernali e di Charun; lo stile del disegno specialmente inferiore al greco, e con certi suoi caratteri d'ineleganza, di sproporzione già accennati per le pitture sepolcrali e per gli specchi; la qualità dell'argilla è meno fina e meno buona delle vernici greche; infine le iscrizioni sono etrusche[85].

Secondo il Micali, fu copioso e vario l'uso dei vasi dipinti presso gli Etruschi dal I al III sec. di Roma; migliorò la loro fattura nel sec. IV; durò nel V e nel VI; ma al tempo di Cesare e di Augusto quei vasi già parevano antichi, e cercavansi come oggetti d'antichità nei sepolcri di Corneto e di Capua.

4. — Vasi detti buccheri.

(Ved.tav. 42 ).

Ma più antichi dei vasi dipinti sono i vasi etruschi di terra nera, che si trovano in tombe, quasi non mai insieme con vasi dipinti, a Vulci, a Corneto, a Cere, ed in maggior abbondanza a Chiusi, dove forse fu il principal centro di tale fabbricazione, per il che diconsi anche vasi chiusini; generalmente sono conosciuti col nome di buccheri. Sono d'argilla nera, non cotti ma seccati al sole, con la superficie di certa lucentezza metallica; hanno dimensioni e foggie assai varie, talora belle, ma ricercate e bizzarre, assai lontane dall'eleganza greca. Sono ornati di figure a rilievo assai basso, fatte a stampo, con rappresentazioni allusive a misteri religiosi ed a riti funerarî, con imagini di divinità infernali, con animali e mostri fantastici di carattere orientale, quali vedonsi su vasi dipinti della maniera più antica. Le proporzioni delle figure umane sono tozze, lo stile del disegno è primitivo. Antichissimi, questi vasi forse vengono sùbito dopo la ornamentazione geometrica. Helbig suppone che siano una riproduzione dei vasi metallici, ed il loro stile un'imitazione dello stile metallotecnico; li crede anche d'importazione forestiera, poichè se ne sono trovati altri esemplari a Cuma ed anche a Cameiros[86].

Vasi etruschi in bucchero di varie forme, provenienti da Chiusi. Tavola 42. — Dall'opera di Nöel des Vergers, L'Étrurie et les Étrusques, tavola XIX.

5. — Vasi aretini.

Vasi d'altra forma, alabastri, canopici.

Un gran centro d'industria ceramica era Arezzo, detta la Samo d'Italia. Ma i suoi prodotti sembrano di un periodo meno antico, rispondente all'ultimo secolo della Repubblica romana ed ai primi dell'Impero. Gli aretina vasa, tanto spesso ricordati, sono d'un bel rosso corallino, con vernice, e spesso con eleganti rilievi; da scoperte di tali vasi fatte in altre località s'arguisce che fossero molto diffusi, o facessero anche altrove sorgere fabbriche imitanti i prodotti aretini. Difatti noi li troviamo in gran copia nelle tombe di varie località anche settentrionali e meridionali d'Italia, come suppellettile funebre comune, nè tutti hanno la leggerezza e finezza della pasta, nè la lucentezza ed eleganza dei veri vasi aretini[87].