—Mio padre, esclamai tra me stesso, non aveva gusti depravati, non aveva deficienza di senso estetico... una così bella creatura! Ma egli doveva aver passato i sessant'anni... è impossibile... E rivoltomi ad Opala le dissi: Mio padre vi amava?

—Molto.

—Di che affetto?

Il volto di Opala si coprì d'un vivace rossore. Io che capiva a stento in me stesso, non seppi trattenermi dall'abbracciarla, esclamando: io pure vi amerò molto, io vi lascierò intatta l'autorità conferitavi da mio padre. Dio mio! voi siete sì bella!... voi sarete la mia prediletta e la mia regina.

—È egli vero? disse Opala.

Quanto è vero l'affetto che sente già il mio cuore per voi.

—Per me! la vostra schiava....

—Non dite così, interruppi io—e in quell'istante osservai che le altre donne si ritiravano inchinandosi e ci lasciavano soli—dite la vostra amante, la vostra sposa; trovate, se potete, una parola sì dolce che valga ad esprimere ciò che voi sarete per me.

Opala si gittò alle mie ginocchia, e abbracciandole disse: Grazie, grazie, io pure vi amerò; io languiva qui così sola, così abbandonata... perchè vostro padre.... era sì vecchio vostro padre... e sì stizzoso! Voi siete tutt'altra cosa. Perchè io non era stata educata qui, in quest'isola... oh! sì, io vi amerò molto, non vivrò che per voi; e dormirò sul vostro tappeto, vi darò a bere il sorbetto colla mia bocca, vi solleticherò colle penne del mio ventaglio, vi farò riposare la testa sulle ginocchia, vedrete, vedrete!

—Oh buona creatura! io dissi tra me stesso, sarei pur felice con te. E pensai: se fosse possibile abbandonare il mio regno, fuggire con questa fanciulla, portar meco i tesori di mio padre, quel diamante favoloso, queste verghe d'oro... e non veder più questi Denti bianchi, questi Denti neri... questi odiosi ministri... sottrarmi ad un supplizio spietato.... E mosso da un trasporto di affetto sincero, aggiunsi abbracciandola e sollevandola: sì, mia diletta fanciulla, se io potessi fuggire con te, portarti meco nella mia patria!... perchè devi sapere che mi si vuole già ritogliere il regno, che si pretende deturparmi il viso, forarmi il naso, il mio naso greco, il naso caratteristico della mia famiglia... E poi...