La veste al bambinel,

Che balza ancor nell'utero

Vago d'aperto ciel.

Che riconoscenza fu per me quella lagrima che ti tremò allora negli occhi! premio ben a me più chiaro che un trono, poichè i doni del cuore stanno sempre innanzi a quei largiti dalla fortuna! Intanto la navicella era giunta al lido, e pieni entrambi di commozione e d'amore ci avviammo al nostro focolare. Oh quella sera fu pur bella e di perpetua ricordanza!

Chi ama costeggiare il lago, si rechi a Bosisio terra di poca considerazione, collocata sulla sponda orientale, e levata in parte sul pendìo d'una collina. Qui nacque Giuseppe Parini, donato alla mordacità della satira ed alla sublimità della lirica, e qui pure doveva nascere Andrea Appiani pittore delle Grazie, quando per caso sua madre non si fosse trovata a Milano. Indarno però cercheresti una parola che ricordi l'umile casetta dei natali del sommo poeta, invano una pubblica lapide che ricordi il suo nome. Anima che sente non potrà comprimere un'affezione di dolore.

Qui l'architetto Moraglia diede il disegno del bell'oratorio di casa Appiani, ov'è un lodatissimo quadro dell'Educazione di Maria Vergine, fatto da Vitale Sala.

Di qui per una via a bacio della collina, melanconica, fatta per la meditazione, riuscirai a Garbagnate Rota, d'onde la viuzza si perde fra i canneti del lago, finchè riesce a Casletto, già Castelletto, casale di poco riguardo, a cavallo della strada che da Pontenuovo guida a Molteno, e che diviene in Casletto, ronchiosa, angusta e montuosa. Una strada comunale piegando verso mezzodì fra campagne ben coltivate conduce a Rogeno, alla cui comunità appartengono Calvenzana, Maggiolino, Molino del Lione e Molino del Maglio; e di qui prosegue per Brenno e Camisasca, ambedue terre sulla sponda sinistra del Lambro.

Ma noi continuando la strada che costeggia il lago arriveremo sotto Mojana, d'onde proseguendo tra fertili campagne da una parte, cannuccie, macchie e boschetti dall'altra giungeremo a riposare a Ponte nuovo, osteria isolata che ebbe nome da un recente ponte sul Lambro, ed è posta al confluente di questa strada, nella più grossa che da Erba conduce a Milano. Da qui puoi recarti a vedere il Cavolto, che somministra l'acqua pel reale parco di Monza, Nobile casale di poca importanza, l'elevato Monguzzo già castello di Gian Giacomo De-Medici, poi villa de' Rosales, che la cedettero, sono pochi anni.

Ora converrà che ci fermiamo alquanto ad esaminare la natura geologica di questi luoghi.

Questa parte della Brianza, che si confonde col Piano d'Erba in guisa sì indeterminata da non potersene indicare i limiti di divisione, era un tempo occupata da un vasto lago, chiamato da Plinio l'Eupili, il quale mantenuto dagli scoli delle circostanti montagne, per mezzo della Valmadrera, come dicemmo, comunicava col lago di Lecco. Quelli che ora sono ridentissimi poggi non erano allora che sporgenti isolette, dapprima inabitate e rivestite sole di piante e sparse di paludi: quindi ricovero di qualche famiglia peschereccia, che vivea in poveri casolari.