Poco dopo passato il fiume giungi a Barni, rinomato per le sue lumache, a cui succede Magreglio, presso cui vedesi la sorgente Minaresta, che per tre minuti fa un sensibile aumento, indi per cinque continua a decrescere, e dà vita al Lambro, che poi rinvigorito dagli scoli delle montagne circostanti, scende maestoso a tagliare di mezzo la vallata. La poco discosta acqua della Febbre, d'un sapore amarognolo, è secondo alcuni febbrifuga.
Per tortuosa strada giungiamo quindi a Civenna che al pari della sottoposta Limonta appartenne fino al 1797 come feudo al monastero di Sant'Ambrogio di Milano. Poco dopo, ad una cappella solitaria quando la strada cessa di ascendere per piegare a Bellagio, ti si offre il più giocondo e magnifico prospetto della valle; tre laghi ad un giro d'occhio, montagne succedenti a montagne, il ridente Menaggio, la maestosa Varenna, la variata fuga di tante terre, gli spumeggianti spruzzi di tante cascate, un cielo mite e ridente. Ciò tutto ravviva questo mirabile spettacolo di scena.
CAPITOLO UNDECIMO. STRADA ALZAJA.
Naviglio di Paderno. — Le tre corna. — Il Paradiso. — Trezzo. — Concesa. — Vaprio. — Canonica. — Cassano.
L'Adda uscendo dal bacino del lago di Brivio si fa rapida, e trascorre in un letto scosceso, che giunto al porto d'Imbersago si seppellisce fra due sponde di sasso ora calcare stratificato, ora schistoso, ora di pudinga. L'opinione volgare è che questo tratto da Imbersago a Porto, da Paderno a Callusco fosse un laghetto, che Medolago rialzato sul dosso d'una collina ricevesse il nome dall'essere di mezzo al lago, e che Porto fosse pure denominato dalla sua posizione. Questo laghetto vuol essere distinto da uno più vasto chiamato mar Gerundo che occupava il terreno della Gerradadda.
Sotto Paderno comincia il Naviglio aperto da Francesco Sforza nel 1475 destinato a condurre alla capitale della Lombardia l'acque dell'Adda, che qui cessa d'essere navigabile infino a Trezzo, per gli enormi massi che ne ingombrano il letto. Le Tre corna, nome spaventoso, sono tre minacciose rupi, che si affacciano al navigante quando cauto rivolge la poppa del suo burchiello nella bocca del naviglio. Guai se la correntia del fiume vincesse la sua perizia!
Un'amena strada, quando tagliata sul dorso d'un bosco, quando ricavata nel nudo ceppo, quando artefatta con terra e sassi di trasporto asseconda tutto il corso del fiume da Brivio sino a Paderno, e da qui costeggia il naviglio fino al suo termine. È questo il sentiere tenuto dai cavalli, che traggono le barche.
Andando per questa vedrai gli avanzi della conca fatta nel secolo XVI. dall'infelice architetto Meda, e poi altre sei conche moderne, più profonde di quelle intorno a Milano, ciascuna con tre aperture laterali facili a chiudersi ed aprirsi.
Nulla di particolare più t'arresta fino al Paradiso, già villa dei Gesuiti, ove la rapidità dell'Adda è profondissima; nè meno lo è sotto Trezzo urtando ferocemente contro lo scoglio, su cui sta piantato il castello.
È Trezzo luogo oggi molto importante, vago per la sua posizione, per la decenza di molti palazzi e case signorili, e per l'ampiezza delle sue strade e delle sue piazze. Ma la cosa più importante però è il castello.