Tamassia Giovanni: Quadro statistico dei cantoni di Taceno e di Lecco. Milano, 1804.
CAPITOLO PRIMO. MONZA.
La cattedrale di San Giovanni. — Teodolinda regina dei Longobardi. — Il Tesoro. — Il Palazzo del comune. — Il Pretorio. — Bernardino Luini alla Pelucca. — Il Seminario. — Altri stabilimenti.
Per cominciare la nostra gita da qualche punto considerevole ci trasporteremo direttamente a Monza, antichissima città, illustre per vicine e lontane memorie, che furono raccolte dal Moriggia, dallo Zucchi e più largamente dal canonico Frisi[4].
Lasciando ad altri la cura di parlare di proposito di esse, noi staremo paghi a ripeterne quel tanto che torni bene al nostro lavoro.
La cattedrale che sorge nel cuore della città riconosce la sua edificazione dalla regina Teodolinda che, al dir di Paolo Warnefrido, la fece fabbricare «per sè, pel figliuolo, per la sua figlia e per tutti i Longobardi italiani, onde avessero San Giovanni avvocato presso Dio per tutti i Longobardi».
La devota fondatrice è ricordata in più luoghi del tempio. Sulla facciata vedi questa regina in atto di presentare a San Giovanni Battista una corona gemmata, nel bassorilievo a mezzaluna al di sopra della porta maggiore d'ingresso, la vedi altresì sul pronao in un tondo, a cui risponde un altro raffigurante Adaloaldo suo figlio; ti appare ancora in un evangelio da lei donato alla chiesa monzese come ricorda l'appostavi iscrizione:
DE DONIS DEI OFFERIT THEODOLINDA REGINA
GLORIOSISSIMA SANCTO IOHANNI BAPTISTÆ IN BASILICA
QUAM IPSA FUNDAVIT IN MODICIA PROPE
PALATIUM SUUM[5].
Finalmente si crede che le ossa di lei unite a quelle del suo figlio riposino nell'urna vicina alla sagrestia poco discosta dai freschi che raffigurano le sue gesta.
La facciata, obbliqua al correre delle tre navate, è di liscio marmo, tagliata da sei filoni; fra i due di mezzo un finestrone rotondo, fiancheggiato da due altri di minore circuito; sulla porta maggiore una statua metallica del Precursore, sotto cui un terrazzino di marmo bianco sostenuto da due colonne di serpentino a cui servono di base due leoni.