Ma dai pacifici conventi e dalle deliziose ville ti tornerà egli discaro presentarti all'aspetto d'un campo di battaglia? eppure non potrai evitarlo se ami vedere a parte a parte il terreno fra cui ti aggiri.

Il campo è a Verderio inferiore, ove avresti potuto recarti, anche da Osnago, piegando a destra oltrepassando la Canova, il Brugarolo, come è indicato da una croce innalberata sul lembo della strada colle dolorose parole:

AI MORTI DELLA BATTAGLIA DEL 28 APRILE 1799
ETERNA PACE

Il combattimento infierì tra i Francesi comandati dal generale Serrurier e gli Austro-Russi sotto la condotta del generale Wukassovich; durò poche ore, ma assai per bagnare di sangue il terreno della battaglia. Finì colla decisiva disfatta dei repubblicani, di cui non solo rimasero molti feriti; ma tutti i superstiti vi perdettero la libertà.

Poco dopo la funesta giornata il milanese conte Ambrogio Annoni, dipintore di quadri sacri, uno dei primi possidenti di Verderio, eresse questa affettuosa lapide a compiangere la morte d'un valoroso.

QUI GIACCIONO LE OSSA
DEL PRODE GIOVINE CAPITANO
SAMUELE SCHEDIUS
NOBILE UNGHERESE DI MODRA
CHE NELLA BATTAGLIA ARDENTE IN VERDERIO
AI 28 DI APRILE DEL 1799
FRA LE ARMATE AUSTRIACHE E LE FRANCESI
SEGNALÒ COL SUO SANGUE
LA PIENA VITTORIA DELLE PRIME
IL CONTE AMBROGIO ANNONI
FECE INNALZARE
ALLA MEMORIA DEL VALORE DI LUI
E DEI COMMILITONI
QUESTO MONUMENTO

Allato al campo di battaglia sorge il vasto palazzo Confalonieri, nelle cui muraglie s'additano ancora le palle del cannone; nella chiesa maggiore puoi vedere un San Carlo, quadro di Giovanni Pock, ed una Pietà del pittore milanese De-Giorgi.

Sulla strada che corre da Merate a Verderio la più grossa abitazione è Paderno collocato in un'amena ed aperta pianura. Qui presso comincia il sottoposto naviglio finito nel 1777 per ordine dell'operosa imperatrice Maria Teresa, lungo il quale ci riserbiamo a fare un'apposita scorserella. Nella sua chiesa sono de' buoni quadri.

Più ameno di Paderno è Robbiate, ai piedi della vitifera collina del Mont'Orobbio, d'onde si premono i vini più squisiti del Milanese. Una generale credenza suppone che tanto la collinetta, quanto il paesello alle falde, ricevessero vita e nome dagli Orobi, (abitatori de' monti) pretesi come i primi cultori del nostro paese. Onde il padre Guidone Ferrari disse di questo sito in una bella iscrizione:

HARUM ABORIGENES SEDUM
GRÆCI DIXERE OROBIOS
INDE COLLI ET CIRCUMJECTIS FINIBUS
NOMEN MANET[13].