Di Lecco il maglio, domator del bronzo,

Tuona dagli antri ardenti; stupefatto

Pende le reti il pescatore, ed ode.

La grotta di Laorca ha bellissime stalattiti e stalagmiti, che si presentano sotto vaghissime forme. Da essa usciva già un'acqua limpidissima che accresceva la strana bellezza del luogo, ma essendo nel 1805 rovinati due casolari che erano elevati sopra la caverna, l'acque rimasero d'allora fangose e nocive alle macchine che fanno aggirare ed alle erbe. Il tempietto vicino e il terrazzo che gli risponde sono dominati dal ciglio prominente d'una rupe, mirabile pei variatissimi scherzi prodotti dal filtramento delle acque pei fessi della montagna. La religione consacrò questa solitaria posizione, dicendola dimora un tempo di penitente romito. Poco discosta è la sorgente del Caldone le cui acque si proclamano per salubri, sebbene nulla contengano di minerale. Germagnedo poco di qui discosto, vogliono fosse la parrocchia del D. Abbondio dei Promessi Sposi, altri la collocano invece ad Acquate, presso cui da poco tempo vennero scoperti filoni di ferro spatico.

(Chi volesse visitare la confinante Valsassina veda il capitolo Una corsa per la Valsassina)

CAPITOLO QUINTO. IL RAMO DI LECCO.

La Maddalena — Le Caviate. — Gessima. — L'Abbadia. — Mandello. — Parè. — Onno. — Vassena. — Limonta. — Civenna. — Bellagio. — Olcio. — Fiume Latte. — L'Uga. — La Capriana. — Varenna. — Perledo. — Bologna. — Bellano.

Appiani chiamava il ramo di Lecco più pittoresco di quello di Como e quell'esimio pittore non usciva in sentenza nè falsa, nè esagerata. Una successione di tanti paeselli; il lago principalmente nella primavera e nell'autunno e anche nel verno quando

Limpido, azzurro in sull'aurora è il cielo

Da un vapor roseo, ove il sol nasce, tinto;