Nella villa di Lesmo, durante la peste del 1630, si riparavano Giambattista Maggi colla moglie Angiola Riva, cittadini milanesi, traendovi seco il neonato Carlo Maria che divenne poi buon poeta italiano e milanese, fu segretario del senato, e qui rimasero finchè il male cominciò a rallentarsi ed a permettere di nuovo il consorzio fra i pochi che erano rimasti in vita. Carlo Maria, fatto poi uomo, si deliziava dell'ameno soggiorno di questa terra avita, che riguarda sì dappresso le amenità della Brianza. Basilio Bertucci nel suo ditirambo il Bacco in Brianza, parlando dei buoni vini di questo villaggio canta:

Risciaqualo di poi col vin di Lesmo

Poi l'empi del medesmo;

Bevanda portentosa

Ambrosia armoniosa

Da cui trasse il suo vario

Sapere e la galante

Vena dolce e piccante

Dell'insubre senato il Segretario.

Poveri versi che diedero poi motivo ad altri assai più leggiadri, onde Francesco Redi nel suo Ditirambo, parlando del vino di Botte esce a dire