Vit content de soi meme en un coin retiré.
E ripetiamo pure questa sentenza e riteniamola per moralissima, fino a quando il nostro ritiro dal mondo non sia prodotto da misantropia, da alterigia, da infingardaggine.
I Barnabiti possiedono qui una delizia autunnale e nella loro chiesa recente sono da vedersi i due angioli dello scultore Monti.
Uscendo da Barzanò, dalla parte d'occidente, si arriva ad un trivio d'onde, prendendo la strada più ascendente, costrutta nel 1826, si sale a Cremella, ove i Kramer possiedono un giardino all'inglese, e nel già convento delle monache, fondato dalla regina Teodolinda, hanno una fabbrica di cotone.
Di là si progredisce a Cassago, che molti pretendono sia il Cassiciaco, dove si ritirò Sant'Agostino presso Verecondo gramatico, mentre si preparava al battesimo. Qui merita essere veduto il vasto palazzo Pirovano-Visconti, e la chiesa decorata dei recenti freschi di Carlo Ronchi. Oh se io fossi, senza danno d'alcuno, possessore del Baciolago! sclamai la prima volta che mi venne veduta questa deliziosissima collina poco discosta da Cassago, coi suoi viali a chiocciuola, colla sua vista portentosa, con quel tutto insieme che la rende sì ricercata e vagheggiata. Oh fosse perenne la vita! dove goderla più felice? Se non che il poco discosto monumento sepolcrale Visconti che si sta erigendo dall'architetto Clerichetti, ricorda che passano come un lampo i giorni dell'uomo tra i cenci e la porpora, tra le delizie e le miserie.
Come il Baciolago arresta lo sguardo colle bellezze della sua posizione, così la chiesa del vicino Veduggio colla sua grandiosità chiama a sè gli sguardi di chi mira dalle circostanti collinette e pianure. Sorse nel secolo decimosettimo per le pietose largizioni d'un frate Domenico Cruceolano, del quale conservasi nella segrestia il ritratto sotto cui si legge la seguente iscrizione:
R. D. JO. DOMENICUS CRUCEOLANUS VULGO DE CUZZOLANT, FILIUS DOMINI JOANNIS BAPTISTÆ ECCLESIASTICÆ DISCIPLINÆ GENERALIS PREFECTUS AC MONIALIUM, SANCTÆ REDEGUNDÆ, SANCTI AUGUSTINI, P. LUDUVICÆ, PHILIPPI NERII, AC ALIORUM PROTECTOR, TEMPLI HUJUS, POPULIQUE EXIMIUS PERPETUUSQUE BENEFACTOR ÆTATIS ANNORUM 78 OBIIT 29 MAII 1684[21].
Questo edificio ha quattro tribune nel piano superiore, che comunicano colla chiesa, mediante scala di vivo comodissima, e visibile stando in chiesa; quattro stanze al piano inferiore che mettono tutte nella chiesa per mezzo delle cappelle, così che i sacerdoti senza essere veduti ponno passare dalla sagrestia ad ognuna di esse. Il buon organo di Luigi Marone di Varese nella cantoria disegnata dal Moraglia accresce il suo decoro. Un difetto ravvisato a prima vista in questa chiesa è l'angustia del coro, a cui fanno ala due spaziose sagrestie adorne di pregiati quadri. Alla maestosa facciata di pietre lavorate corrisponde assai bene il sacrario, fatto con buon ordine, e due gradinate assai alte di sarizzo, ciascuna delle quali fiancheggiata di piedistalli che sarebbero stati abbelliti di statue, quando la morte del Cruceolano non avesse lasciata l'opera incompiuta. A questo motivo dobbiamo pure attribuire l'essere rimaste vuote le quattro nicchie sulla facciata. La torre di vivo, d'ordine corinzio, colla cupola di rame ed alta più di settanta braccia, a cui si ascende per centoventi comodi gradini, è uno de' punti preferibili per godere la veduta della Brianza. Peccato che le sue campane non corrispondano a tutto il rimanente! Il cadavere dell'ottimo frate, a cui è dovuto anche questo campanile, fu sepolto in questa medesima chiesa, sotto l'altare della Madonna, come era sua intenzione. La vicina e vasta casa parrocchiale con bel giardino adorno di cipressi, fu da meschinissima che era, ingrandita e resa più comoda dall'attuale parroco D. Nazzaro Perego.
Queste case de' curati sono pure i tranquilli soggiorni! lussi moderati, discreta pulitezza, pace ignota a chi si avvezza tra i frastuoni del gran mondo. Sotto questi tetti la rondine fa sicura il suo nido; i piccioni calano dalla colombaja a bezzicare i grani nella corte; il poverello viene colla certezza di non partire a mani vuote; la povera vedovella vi trova consigli e conforti più che di parole; gli sposi vi entrano con lieta baldanza, e proferiscono in privato quella promessa che sarà poi santificata all'altare. Da queste placide case esce sulla sera un uomo di soave aspetto con una campestre e decente libertà, col breviario sotto le ascelle, attraversa il villaggio, riverito da tutti, ora s'arresta ad accarezzare uno stuolo di ragazzetti che al suo venire sospendono i giuochi e corrono a deporgli un bacio sulla mano, ora si sofferma per un applauso, ora per un rimprovero, finchè entrato nella via dei campi, guarda il colore rubicondo del sole che tramonta, apre il suo libro, e recita i salmi. Scena affettuosa che mi si offerse in più luoghi della mia Brianza!
Oh bel teatro verdeggiante e vago