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Subitamente uno gli viene manco: un baccellier di quel conte Vermiglio con una lancia grossa, il guerrier franco, scontrò quel cavalier con gran periglio. Tal colpo gli donò nel lato manco, che lo passò per tutto lo 'nteriglio. E morto cade nel crudele stormo, per quel ch'io sento e nel libro m'informo.
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Ed il figliuol del re con gran barnaggio combatté con Gibel pien d'ardimento dando e togliendo colpi di vantaggio; ciascun mostrava suo gran valimento. Colla sua gente Gibel prode e saggio avea il fratello giá sconfitto e vinto; ma lo re Tarsian lo soccorría, e con due schiere allo stormo fería.
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Il cavalier Nero di gran valore allo figliuol del re fería per costa, donando colpi di tanto vigore, che nessun può durare alla sua posta; sicché il figliuol del re è perditore, non poté piú durare alla proposta; e 'l buon conte Vermiglio di gran vaglia dall'altra parte die' al re la battaglia.
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Gibel col popol suo di Gienutrisse viene le schiere tagliando e fedendo, e de' campion del regno di Bramisse, quanti ne scontra, egli ne va uccidendo; il cavalier Nero fería tra esse, cosí gran colpi dando e ricevendo, ov'egli andava, isgomberar facea coi suoi dugento cavalier, ch'avea.
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Duca di Serpentina si scontròe col buon Gibello, combattendo a schiera, e l'uno e l'altro a fedire s'andòe infra la gente infiammata e fiera, e sí gran colpo Gibel gli donòe, morto l'abbatte sotto sua bandiera. Gli scudi e gli elmi vi facien ta' suoni, parea che fosse balenar e tuoni.