36

E cosí cavalcavan ragionando che presso a Roma a tre miglia arrivâro: e 'l papa e' cardinali e gli altri, quando l'ebbon sentito, incontro sí gli andâro; e 'n sulla strada insieme riscontrando, il papa e Salamon si salutaro. Dicea il papa:—Ben venga il signor mio!— Ed e':—Ben venga il vicario di Dio!—

37

E, poi ch'alquanto in Roma fue posato, il papa fece con lor concestoro, e fe' che'l chericato ivi adunato gli diede centomillia fiorin d'oro. Parlamentando il papa gli ha parlato: —I' non so quanto farete dimoro; ma io intendo che per ogni verso legge mutiate in tutto l'universo;

38

e tôrre al chericato e' benefici, e darci poi asprissima sentenza. Se riparare si può ta' giudici, provveggia in ciò la vostra sapienza.— Salamon disse:—In Dio e veri ufici vivete casti e fate penitenza, e lussuria lasciate e' buon bocconi: i' pregherò Iddio che vi perdoni.—

39

Da Roma si partí colla secura, e tanto cavalcò che giunse in Siena; lá onde il chericato per paura partire il fece colla borsa piena. E 'l chericato fiorentin procura, di sua venuta, gran gioia ne mena; incontro gli si fe' con grandi onori. In Firenze smontò a' Frati minori.

40

E riposati alquanti giorni poi, i cherci fiorentini il dimandâro: —Dicci se lo giudicio tocca a noi, o se per nostro inciampo ci è riparo.— Salamon disse allor:—Sí come voi siete principio al dolore e all'amaro, sarete i primi che il Signor superno vi manderá nello prefondo eterno.—