Ed ordinò d'andar fuori a cacciare e di menar la figlia e 'l suo compagno, e disse a' servi:—Fate ch'al tornare per loro in sala fatto truovi un bagno.— E questo fe' per vederlo ispogliare, mostrando a lui di farli onore magno. Poi cavalcò, e il re siguí la traccia, non sapendo perché facea la caccia.
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Disse un, ch'andando li si accostò allato: —Lo 'mperador vuol far la cotal prova, ed havvi ad aspra morte condannato, se natura di femina vi trova. —S'io fussi a piè, il t'averei mostrato!— rispose il re,—ma di questo mi giova.— E con letizia aspettò il convenente: poi si partí da lui cortesemente.
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Cacciando poi per una selva scura, el re andava pur acqua cercando per affogarsi, per la gran paura ch'avea d'essere giunto in cotal bando. Non trovand'acqua in quella valle dura, iscese, non potendo ir cavalcando; e, poi da sé 'l cavallo ebbe cacciato, fussi nascoso in quel chiuso burrato.
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Piangendo poi ficcò in terra la spada, e diceva, adorando a quella croce: —Poi che di tôrmi la vita t'aggrada, pregoti Cristo con pietosa voce che la mi togli qui, sí ch'io non vada a morte sofferir tanto feroce.— In quella venne un cervio per la valle, bussando colle corna e colle spalle.
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Giugnendo il cerbio inanzi a lui, soggiorna. Il re teme che fosser cavalieri; ed apparigli un angiol fra le corna, dicendo:—O re, non ti dar piú pensieri: arditamente alla cittá ritorna, e colla sposa fa' ciò ch'è mestieri, ché tu se' maschio per grazia di Dio, ed hai ciò che bisogna;—e poi sparío.
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