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Messer, che Dio vi dia vita ed onore, tenetemi ragion, Santa Corona: fate venir davanti il traditore, segundo che si dice e si ragiona, che ditto ha mal di me e misso errore, ch'io v'imprometto e giuro in fede buona ch'io lo faraggio morir ricredente davanti a voi e tutta vostra gente.—
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E per messer Guarnieri e' fu mandato, ch'eli venisse a far sua difensione, che Elena bella si ha rapellato, e prova e dice ch'ell'ha la ragione, e tal si crede aver vinto quel piato, che perderá la vita e la quistione: chi si vanta di quel che non ha fatto, il senno perde ed è tenuto matto.
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Messer Guarnieri a corte fu venuto: e da li savi ciò fu adomandato: —Quella donna, cavalieri arguto, vedestila tu mai in nessun lato? —Io ho aúto di lei ciò ch'i'ho voluto: ecco le gioie ch'ella m'ha donato.— E per messer Ruggieri e' fu mandato, e comandò non fusse dicapato.
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Rispuose Elena:—Se Cristo mi vaglia, tu menti per la gola, o traditore! Tu sí m'hai data assai briga e travaglia, e' miei figliuol son morti a tua cagione; ma io ti proveraggio per battaglia, davanti a Carlo ed ogni suo barone, che queste gioie, che tu m'hai mostrate, veracemente tu me l'hai furate.—
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Messer Guarnier parlò con fellonia: disse:—Madama, giá siete voltata, e sí m'avete ditto villania, ché di tal cosa n'eravate usata: quelle gioie mi deste in druderia, quando stavamo insieme a la celata: or vi ricordi del tempo passato, quando era insiem con voi abracciato.—