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Piange el pudico petto e non raffrena di sospirare, e dice:—Oh fère istelle! oh destino aspro! oh sventurata Eléna! oh membre nate al mondo meschinelle! oh lassa a me, che 'ntollerabil pena porterò sempre! ahi sventurate quelle che maritate contro al lor volere son, senza in gioventú prender piacere!—

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Dall'altra parte, inteso avea Cerbino di questo maritaggio, onde dolente n'era, maladicendo el suo destino, che tolto gli ha la sua dama piacente; e tanto s'allungava al suo confino; e pur pensava che se per niente avvenisse ch'ella andasse per mare, quella per forza rapire e rubare.

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Ma 'l savio re di Tunizi sentito avea di questo amore alcuna cosa: teme el passaggio non fussi impedito e tolta quella che mandava sposa; perch'e' conosce ben Cerbino ardito e sapea sua fortezza valorosa, e come non avea paura alcuna, né uom teme che sia sotto la luna.

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In questo, 'l tempo giá era venuto ch'ella a marito ne doveva andare: el padre suo, quale era vecchio e astuto, al re Guglielmo mandò domandare che 'l passaggio gli fussi conceduto, dicendo a punto quel ch'aveva a fare: come non fussi da lui impedito né da Cerbin, quale era tanto ardito:

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che gli dovessi dar la sicurtá che niun per lui nol potessi impedire, quando la figlia a marito n'andrà. El re Guglielmo, che era vecchio sire ed era savio e di somma bontá, e non aveva mai udito dire del bel Cerbino e suo innamoramento, però di tal sicurtá fu contento.