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E, senz'altro parlare, alla sua gente si volse e disse:—El vostro grande ardire mostrate, l'alma e la forza potente.— Non altro bisognò che questo dire, ch'essendo in punto ciascun uom valente, incominciar l'avversario a ferire, a gittar dardi, frecce e lance e sassi, che par che 'l cielo e la terra fracassi.

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Battaglia non fu mai tanto durissima, che chi vedessi gli parre' impossibile! L'aria di priete e di dardi pienissima, che pure a dirlo par quasi incredibile! La gentil donna, piú ch'altra bellissima, Cerbin la guarda, e pargli che invisibile la vegga, e pensa s'egli è desto o sogna; ma altro che pensar pur gli bisogna!

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Però ch'e'saracin mai di gittare, vinti da ira e da sdegno commossi, non restan dardi e gran sassi lanciare. Eron giá fatti assai di sangue rossi; balzano corpi d'ogni parte in mare; non bisognava mettergli ne' fossi; e la battaglia sempre rinforzava, e l'aria tutta quanta s'infuscava.

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L'aere tutta par si rabbaruffi; molti corpi di fuor gittavon sangue; e l'arme in mano a 'gnun non par che muffi, ma schizza fuor della gran nave el sangue: e chi è ferito, in mar convien si tuffi, facendo l'acqua rossa del lor sangue, chi forato ha le tempie e chi le guance, e chi ha 'l cor passato da piú lance.

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Vide Cerbino un saracin villano, che stava quasi inanzi agli altri tutti, onde si fece a lui piú prossimano per dargli de suo' pomi ed aspri frutti, e, lanciògli una lancia ch'avea in mano, e posel dove gli altri eron rudutti, cioè rovescio e morto con dolore, perché la lancia gli entrò in mezo el core.