Piccoli e grandi, ognun sí l'inchinava; tutti dicevan:—Ben vegna 'l barone!— e quella nuova fiera, ch'ei menava, alla reina sí l'appresentòne. E la reina quella sí accettava, e in una zambra la messe al balcone; e tutti quei che quella sí vedeva molta gran meraviglia sen faceva.

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Troiano avea paura di morire, e della corte tosto si partía. Messer Galvano si puose a dormire, e fu svegliato all'alba della dia. Ed all'anello tosto prese a dire: —Ora ti priego, non fare indugía! e tosto e di presente fa' che appaia nelle mie braccia la Pulzella Gaia.—

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Dappoi li fu in piacer ch'ella venisse, e la Pulzella fu nelle suo bracce; entrambi duo pareva che morisse; piú si distendon che non fanno l'acce. E la Pulzella a lui quivi sí disse: —Fa' che lo nostro amor non si discacce! non lo manifestare e non lo dire, se questa gioglia tu non vuoi fornire.—

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Messer Galvan rispose:—Non dottare! Or per la terra ogni dí egli armeggiava; tutta la gente fea meravigliare per la grande allegrezza ch'ei menava. E la reina lo fece chiamare, e in una zambra lei sí lo guidava. Di ricche gioglie li mostrò per certo: di sua persona li parlò scoverto.

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Messer Galvan non ne vòlse far niente della regina suo vil piacimento. E la regina fe' venir presente donne e donzelle, e fece un torniamento. Li cavalieri, armati immantinente, fûr sul palazzo senza restamento. —Ciascun si vanti—disse la reina, —ch'io vo' sapere chi ha gioia piú fina.

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