Ecco ora le principali varianti:

I, 2 E dalchuna sostanza; M d'altrui bene si stanza 3 U a chi ti richiede; M essere chortese achum che ti

II, 4 E di se inn.; U fa inam. 5 M che poi rimato 7 U chio vi prometto 8 U piú bella.

III, 2 UM nel

IV, 1 U Giusta reina e di 6 U avea 8 U lavea a tutto suo; M Questa gli; E in suo piaciere lavea nel suo

V, 1 U Sicome dice li erano; M sera; E sichome som 4 EM ed eran 6 U [che] angeli parean non che

VI, 1 E Em guardia; M questa gentil reg. 5 U quella 7 U che mai nol fe' simile signore

VII, 4 E papa; M pare 5 E per difese 7 U, seguito dal Bonucci: Per ubbidire de lo papa il manto; M. Per riverentia. La lez. di E che accolgo, è pur quella delle ediz. quattrocentine.

VIII, 3 U questa vita ogni altra 4 U mondane cose vole al suo diviso. Il BON. segue questa lezione, che non dá senso alcuno; EM e l'ed. del 1475: "mondan diletti vuole". L'ed. 1475: "tien" per non diviso (M divini). "Tenere per non diviso > = "considerare indivisa una proprietá" ( Crusca, IV, 781), sicché intendasi: "La regina d'Or, considerava le gioie della vita quali una proprietá indivisibile per tutti gli uomini" 5 U di morir 7 M per acertar la fate che in pers. 8 UM dinanti

IX, 1 M fé 2 EM a chonsigliare 3 U tra ciento 6 EM quanto poteron perché la 7 E sotto la pena del fuoco la si muovesse 8 M segnale pap.