I suoi parenti dicean tutti quanti: —O Liombruno, dove sei tu stato?— E Liombruno a lor rispose avanti: —In veritade io ho ben guadagnato e sono stato con ricchi mercanti, che m'han cosí vestito ed addobbato, pel ben servire ched io ho fatto loro m'han fatto cavalier a speron d'oro.—
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Ben nove mesi stette con presenti, che li facevan ciascuno d'onore. Li si provava amici con parenti; in quelle giostre, pien di gran valore, spesso facea di ricchi torniamenti. E Liombrun di tutti avea l'onore. Passati nove mesi, e' prese a dire a' suo' parenti:—E' mi convien partire,
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ché a quelli mercatanti io n'ho promesso innanzi passi un anno di tornare.— Que' suoi parenti sí dissono:—Adesso, o Liombruno, dove vuoi tu andare? Sappi, il re di Granata sta qui appresso, una sua figlia si vuol maritare; e 'l torniamento ha giá fatto bandire che chi la vince, seco de' venire.—
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E Liombruno questo dire udía, li venne in cuor di provar sua ventura, ed a l'anello subito chiedía un bel destriero con buona armadura. E ciò ch'ei domandò, tutto venía. Liombruno d'armarsi allor procura; da suoi parenti comiato pigliava, e ciaschedun di loro lagrimava.
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E Liombruno si prese comiato, tanto cavalca che giunse in Granata, lá dove torniamento era ordinato e la gran giostra era cominciata. E l'altro giorno se n'andò sul prato, dove la gente era giá ragunata. Ivi era un saracin tanto possente, che della giostra quasi era vincente.
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