—Io ti dono la vita e la tua terra; rendimi la mia borsa e 'l mio tappeto ed io ti leverò cotanta guerra e poi ti conterò questo secreto.— Costei che gli lo dica pur lo serra; ma Biagio alle parole stava cheto. Lei disse:—Fammi questo manifesto, e donarotti assai, oltra di questo.—

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E disse:—Se tu m'ami, o sire adorno, trammi del capo, deh, questa oppinione!— Biagio gli disse:—Vedi questo corno? Vo' che tu sappi questa condizione: ogni volta che 'l suono, notte o giorno, vien dieci squadre armate a tua intenzione.— Disse la donna:—È cotesto possibile? —Sí—disse Biagio—lo vedrai visibile.—

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Disse la donna:—Fammi di ciò sazia: io mi voglio recar quivi da parte; e se mi dái, barone, tanta grazia, io ti darò del mio reame parte.— Seppe costei sí ben far con sua audacia, come colei che di ciò sapea l'arte, Biagio gli ha il corno nelle sue man dato; costei con gran vaghezza l'ha accettato.

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Montò sul suo cavallo per ragione e, come s'ebbe alquanto a discostare, conobbe come quella è fatagione; comincia el suo cavallo speronare. —Mio danno!—disse Biagio—Io n'ho cagione, ch'i' m'ho lassato di nuovo gabbare!— Come non ebbe il corno in sua balía, tutta la gente fu sparita via.

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Costei se ne tornava inverso casa e lasciò Biagio, che s'ha a disperare, e diceva di lui:—Bestia di vasa! Cosí intervien, chi non si sa guidare!— Vide che gente non gli era rimasa, e diceva tra sé:—Lasciamlo andare!— Lassollo andare, il povero meschino; ché cosí n'ha voluto il suo destino.

CANTARE SECONDO