10
E, se alcun non trovava (e' si ragiona), alla donna ne gía la catellina, come spirito avessi di persona; cosí, per cenni mostrando, s'inchina. La donna, com' sovente Amore sprona, pell'uso suo intende' la cucciolina e levasi di subito e in istante al verzúe giva e la cúcciola avante.
11
E quivi gli amador, pien di letizia, si congiungean con tutto el lor disio; la disiosa e celata amicizia facíe chiamar l'un l'altro:—Amore mio!— di baci e d'abbracciar facean dovizia; ciascun dicendo:—Ben, preghiamo Iddio che questo dilettoso tempo basti che caso non avenga che ce 'l guasti.—
12
Quando s'eran gran pezzo sollazzati, la donna se ne gía e sí 'l barone, per temenza di non esser trovati, ciascuno si tornava a sua magione; ma la mattina, po' ch'eran levati, veníano in corte, coll'altre persone, non faccendo né segno né sguardare ch'altrui non sen potesse mal pensare.
13
E 'l disio dolce che nel cor spirava facea quei due amador pien d'allegrezza; e quella dama tanto allegra stava, che nel viso fioriva sua bellezza. Messer Guglielmo ogni giorno armeggiava e facea gra' conviti e gran larghezza; mostrava ben com'era innamorato, ma di chi fusse nol sapeva uom nato.
14
Or segue qui la leggenda e la storia della donna del gran duca Guernieri. L'alta duchessa credea in sua memoria che 'l buon Guglielmo, nobil cavalieri, per lei facessi cotal festa e gloria, ed armeggiando montasse a destrieri, e ch'egli fusse al suo bello piacere preso d'amore tutto al suo potere.