20

Messer Guglielmo disse con rampogna vedendo alla duchessa tanto ardire: —Chi mi donasse tutta la Borgogna, tal fallo io non farei a lo mio sire. Prima che gli facessi tal vergogna, certo mi lascere' prima morire. E voi, madonna, prego in cortesia che giammai non pensiate tal follia.—

21

E la duchessa si tenne schernita, e disse a lui:—Malvagio traditore, dunque m'avete voi d'amor tradita e fattomi cosí gran disonore? Per certo io vi farò tôrre la vita e farovvi morir con gran dolore! E a destrieri persona mai non monta, se vendetta non fo di cotal onta!—

22

Partissi il cavalier doglioso e gramo, veggendo la duchessa piena d'ira, e quasi di pazzia menava ramo, sí dolorosamente ne sospira; e di partirsi quindi egli era bramo. E la duchessa ta' parole spira che giammai non l'amò per tal follia; uscí di zambra ed andossene via.

23

Come 'l barone uscí dalla duchessa andossene alla Dama del verzúe, in cui avea la sua speranza messa, e raccontògli 'l fatto come fue, e tutto ciò che 'nteso avea da essa, e come pose ogni vergogna giúe, e siccome nolla volle servire, e come disse di farlo morire.

24

Di ciò la donna si facea gran riso, e disse:—La duchessa è forte errata, che pensa nostra fede aver divisa; e voi, messer, se m'avessi ingannata, sí retrovata m'aresti conquisa di mala morte, in terra trangosciata. Ma 'l nostro amor celato ha tanto effetto, che dura e durerà sempre perfetto.—