FLAMMINIO. Digli che ancora, un dí, se ne pentirá. A lui, com'io lo truovo (i' porto questo coltello in mano a posta), gli vo' tagliar le labbra, l'orecchie e cavargli un occhio; e metter ogni cosa in un piatto; e poi mandarglielo a donar. Vo' che la si sfami di baciarlo.
PASQUELLA. Eh sí! Mentre che 'l cane abbaia, il lupo si pasce.
FLAMMINIO. Tu il vedrai.
GHERARDO. Oimè! A questo modo son giontato io? a questo modo, eh? Misero a me! Quel traditor di Virginio, traditoraccio! m'ha pure scorto per un montone. Oh Dio! Che farò io?
PASQUELLA. Che avete, padrone?
GHERARDO. Che ho, ah? Chi è colui che è con mia figliuola?
PASQUELLA. Oh! Nol sapete voi? non è la cítola di Virginio?
GHERARDO. Cítola, eh? Cítola, che fará fare a mia figliuola de' cítoli, dolente a me!
PASQUELLA. Eh! non dite coteste parolacce! Che cos'è? non è Lelia?
GHERARDO. Dico che gli è un maschio.