FRULLA. Potrebbe essere.

FABRIZIO. Direte poi al maestro che cerchi di colui che sa.

FRULLA. Lasciate l'impaccio a me.

SCENA V

PASQUELLA fante e FABRIZIO giovinetto.

PASQUELLA. In buona fé, che eccolo. Avevo paura di non aver a cercar tutta questa terra prima ch'io 'l trovassi. Fabio, che tu sia il ben trovato. Ti venivo a cercare; tu m'hai tolto fatica. Amor mio, dice la padrona che, per una cosa ch'importa a te e a lei, che tu venga or ora a trovarla. Non so giá quel che si sia.

FABRIZIO. Chi è la tu' padrona?

PASQUELLA. Tu lo sai ben, tu, chi ella è. In buona fé, che l'uno e l'altro s'è attaccato bene!

FABRIZIO. Io non son però attaccato; ma, s'ella vuole, ci attaccaremo, e presto.

PASQUELLA. Perché sète due da pochi. Vorrei esser giovine per potere ancor io tôrmene una corpacciata; e so che, s'io fusse in voi, avrei giá posti i sospetti e i rispetti da canto. Ma bene il farete, sí.