STRAGUALCIA. L'asino sarete voi, se non parlate altrimenti; ché vi caricarò di legname.

PEDANTE. Sai che ti ricordo? Furor fit laesa saepius sapientia. Tu mi farai, un tratto, uscir del manico, Stragualcia. Lasciami stare, famegliaccio di stalla, poltrone, arcipoltrone!

STRAGUALCIA. Doh pedante, arcipedante, pedante, pedantissimo! Puossi dir peggio che pedante? trovasi la peggior genia? ècci la maggior canaglia? trovasi esercizio peggiore? Forse che non vanno gonfiati perché altri gli chiama «messer tale» e «maestro quale»? e che non rispondono con riputazione a una sbirettata discosto un miglio? Comanda, messer caca, messer stronzo, maestro squaquara, messer merda?

PEDANTE. Tractant fabrilia fabri. Tu parli propio da quel che sei.

STRAGUALCIA. Parlo di quel che vi piace.

PEDANTE. Vòimiti levar dinanzi?

STRAGUALCIA. Io non vi ci fui mai dinanzi: benché non è restato da voi.

PEDANTE. Al corpo di…

STRAGUALCIA. Al corpo ci… Guarda chi mi vuol dir villania! Sa che non fece mai tristizia ch'io non sappia e che, s'io volesse, il potrei fare ardere, e pur mi sta a rompere il culo.

PEDANTE. Ti menti per la gola, ch'io non son uomo da ciò.