VIRGINIO. Abbi cura che colei non si parta.

GHERARDO. Non ci vo per altro.

VIRGINIO. Gli è tua; fanne a tuo modo; per me, te ne do licenzia.

GHERARDO. In fine, e' non si possono aver tutti i contenti. Pazienzia! Ma, s'i' veggo bene, questa è Lelia che sará uscita fuora. Quella da poco della fantesca l'ará lasciata fuggire.

SCENA IV

LELIA da ragazzo, CLEMENZIA balia e GHERARDO.

LELIA. Parti, Clemenzia, che la Fortuna si tolga giuoco del fatto mio?

CLEMENZIA. Dátene pace e lascia fare a me, ché trovarò qualche modo da contentarti. Va' cavati questi panni, ché tu non sia veduta cosí.

GHERARDO. Io la vo' pur salutare e intender com'egli è fuggita. Dio ti contenti e te, Lelia, sposa mia dolce. Chi t'ha aperto l'uscio? La fantesca, eh? A me piace ben che tu sia venuta a casa della tua balia; ma l'esser veduta in questo abito è poco onore e a te e a me.

LELIA. Oh sventurata! Costui m'ha conosciuta. Con chi parlate voi? Che Lelia! Io non son Lelia.