[365]. Affettuoso abitual modo di ricordarle, che già rilevai a pag. 64, nota 96.
[366]. Alle già fino dal Settecento date a stampa, di Donato Velluti, di Giovanni Morelli, di Bonaccorso Pitti, altre oggi e Croniche domestiche e Ricordanze si potrebbero aggiungere: incominciando dal ristampare, con migliori cure, quelle tre, e restituendole a quel loro vero titolo, di Croniche domestiche, che è quanto dire presentandole per ciò che veramente esse sono.
[367]. Vedi qui a pag. 61, nota 95. Anche il Burckhardt (op. cit., II, 167) attribuisce tale significato e valore alla biografia della Bardi scritta da Vespasiano.
[368]. Nella cit. ediz., a pagg. 257, 258, 259, 263, 266, 267, 268.
[369]. «... la seconda regola» (di due, date da San Paolo) «della quale ell'hanno grandissimo bisogno, è questo, ch'elle imparino, e massime in chiesa, a non parlare. E io vi aggiungo, e in ogni altro luogo; perchè con questo mezzo del parlare favellano molti mali...» Proemio alla Vita di Alessandra Bardi, pag. 256.
[370]. Nella XXVIª delle già citate Lettere, pag. 256.
[371]. Lettere di una gentildonna fiorentina del secolo XV ai figliuoli esuli, pubblicate da Cesare Guasti; Firenze, Sansoni, 1877.
[372]. Istorie fiorentine; IV, XVI.
[373]. Archivio fiorentino di Stato; Carte Medicee avanti il principato, XXII, 347. Era la Ginevra moglie, da due anni, di Bernardo Bartolini Salimbeni.
[374]. Mi è caro ricordare come una fra le gentili che mi ascoltavano, pubblicasse tre anni dipoi pagine nelle quali Cesare Guasti avrebbe potuto riconoscere non infruttuosa la dedica da lui preposta al suo libro: «Alle donne italiane — le quali prego — leggano questo volume — col cuore». Il libretto di quella gentile s'intitola: Giulia Franceschini, Le Lettere di Alessandra Macinghi Strozzi; Firenze, Stab. tip. fiorentino, 1895.