poco stimi i pastor che t'ebber cara,
poco la libertà c'ognuno apprezza:
tal che, la tua bellezza
pigliando nova forma, or non più rara
sarai, nè altrui sì cara.
Di ciò mi doglio, e il mio dolor sia vano,
che l'amaro tuo fin non è lontano.
Madrigale che ne ricorda un altro, nel quale pur sotto imagine di donna amorosa, ma con ben altro vigor di linee e profondità di sentimento, Michelangiolo Buonarroti raffigura, com'è il titolo appostogli dal Guasti editore delle sue Rime (Firenze, F. Le Monnier, 1863), «Fiorenza e gli esuli fiorentini». Versi che in sè hanno alcun che di sacro mistero, da ricordare, dell'immortale artefice, le Laurenziane figurazioni dell'agonia della patria.
(Gli esuli fiorentini alla Patria)
Per molti, donna, anzi per mille amanti