Chè degli amanti è men felice stato
quello, ove 'l gran desir gran copia affrena,
ch'una miseria di speranza piena.
[391]. Di villa, Lettere di Isabella Guicciardini al marito Luigi negli anni 1535 e 1542. Per nozze Guicciardini-Martelli. Firenze, Succ. Le Monnier, 1883. Vedi in questo volume qui appresso.
[392]. Vasari, Vite, XI, 268.
[393]. Ripeto, dopo alquanti anni, queste parole, con la speranza altresì che il Governo, ammaestrato da dolorose esperienze, cooperi efficacemente, mediante provvedimenti degni dell'onor nazionale, alla buona volontà e al sentimento gentilizio delle nostre antiche famiglie.
[394]. Lorenzo il Magnifico, Conferenza d'Ernesto Masi; fra quelle su La vita italiana nel Rinascimento; Milano, Treves, 1893.
[395]. Varchi, Stor. fior., X, XXVII. All'Incisa di Valdarno, un marmo ricorda: 1529, Lucrezia de' Mazzanti | donna d'alto cuore | plebea | dagli amplessi aborrendo | di soldato alla patria nemico | inviolata | qui nell'Arno | annegossi nè a lei | maggiore dell'altra Lucrezia | i tempi consentirono un Bruto | e la Repubblica fiorentina | periva. || Questa memoria | dopo 309 anni | Antonio Brucalassi | poneva. Egisto Sarri, pittore del cui nome Figline si onora, raffigurava, con fedeltà storica, nelle belle matronali forme di popolana nobilissima quel femminile eroismo, in un quadro che si conserva presso il cav. Giovanni Magherini Graziani. Il capitolo VI dell'Assedio di Firenze del Guerrazzi è intitolato «Lucrezia Mazzanti».
[396]. Varchi, Stor. fior., XV, XXIII. Della iscrizione latina di esso Varchi per la «Lucrezia etrusca,» vedi nell'Assedio del Guerrazzi la Nota al cit. cap. VI.
[397]. Nel cap. VII dell'Assedio, immaginando e colorendo di suo sopr'un accenno di Iacopo Nardi, Istorie di Firenze, VIII, LV.