[457]. Di stile fiorentino.
[458]. Ciò che segue è in foglio a parte o, come dicevano, polizzino.
[459]. costipazione, infreddatura, reuma: e dicevano scesa, perchè si credeva che il catarro scendesse dal capo nelle altre membra.
[460]. La figliuola e la nuora.
[461]. Nelle Carte Strozziane del R. Archivio di Stato in Firenze. Vedine l'Inventario, pubblicato per cura della R. Soprintendenza degli Archivi Toscani.
[462]. Vedi nella seguente pagina l'Alberetto, che non sarà inopportuno alla migliore intelligenza delle Lettere di madonna Isabella.
UN'ALTRA LETTERA DELLA
ALESSANDRA MACINGHI STROZZI
Questa lettera (dall'originale autografo, nell'Archivio fiorentino di Stato, Carte Strozzi Uguccioni, filza 249) fu pubblicata per mia cura in Nozze Strozzi-Corsini (14 aprile 1890: edizione di CCC esemplari, col facsimile della lettera; Firenze, tip. Carnesecchi), e ripubblicata in Nozze Guasti-Boccardi (25 aprile 1892: edizione di C esemplari; Firenze, tip. Carnesecchi). All'edizione del 1890 premessi il cenno che qui riproduco:
«Cesare Guasti trascrisse, sfuggitagli, e noi sulla sua trascrizione confrontata all'originale esempliamo, questa Lettera da soggiungersi alla seconda fra le settantadue che della Alessandra Macinghi negli Strozzi egli pubblicò nel 1877; libro ormai noto e caro agli studiosi e ad ogni anima gentile.[463] E che sia questa una delle più belle, basti ch'ella è una delle più materne; e perciò di ottimo auspicio la sua pubblicazione nelle nozze di discendenti da quello che il Guasti chiamava «il più storico ramo degli Strozzi»,[464] e dava giusto merito alla veneranda gentildonna di averlo ella conservato a Firenze, opponendo contro le partigiane proscrizioni la costanza paziente di madre, e quella virtù soave a un tempo e gagliarda, per la quale, a' giorni tristi, più tenace nell'animo femminile è, come la fede nel meglio, così la speranza.
Di tali sentimenti e virtù anche questa lettera è documento nobilissimo: i personaggi della quale, Filippo, a cui è diretta, e Lorenzo primo e secondo geniti della valente vedova, e Matteo garzoncello che presto, poveretta!, doveva morirle, e Niccolò Strozzi cugino del padre loro e che di padre adempiva le parti, e Iacopo fratello di Niccolò, e la Caterina maritata a Marco Parenti, e la Alessandra che fu poi a Giovanni Bonsi, chi voglia conoscerli anzi come vive persone conversarli, cerchi il libro al quale ci pare aver qui dato breve, ma assai accettevole, appendice.