e un posterior frammento consimile che si volle attribuire al Boccaccio.[121] Ma quell'omaggio che alla bellezza delle sue concittadine rendeva Dante; non il macro e doloroso meditatore della Commedia divina, sibbene Dante giovine e innamorato, a cui non ancora la morte aveva tolto la donna sua, nè l'esilio la patria; quell'omaggio trovadorico, del quale null'altro, e da lui stesso, conosciamo, se non che sessanta erano le belle, e come «componendolo, maravigliosamente addivenne, che in alcuno altro numero non sofferse il nome della sua donna stare, se non in sul nono», mistico numero; andò disperso nel fragore battagliero delle parti. Così al cozzo delle spade, alle grida di «Arme, arme! Ammazza, ammazza!», si sgominarono i balli di donne e di cavalieri, festeggianti pel calendimaggio il rinnovamento della primavera o per il San Giovanni la maggior solennità cittadina; si dispersero le brigate allegoriche, vestite di robe bianche «con uno Signore detto dell'Amore», che tenevan pubblicamente corte bandita, imitando con larghezza popolana le feudali magnificenze.[122] Il poeta che ventenne si era deliziato nei sogni d'amore, immaginando sè con gli amici e poeti Guido Cavalcanti e Lapo Gianni e le loro donne, naviganti in un mare tranquillo entro un vascello incantato;[123] respinto prima dalla morte dell'amata sua nelle aspre realtà della vita, ebbe poi a sostenere il peso delle pubbliche sventure, de' civili disinganni, e di suoi proprî traviamenti ed errori. Per tal modo,

le dolci rime d'amor, ch'ei solea

cercar ne' suoi pensieri,[124]

cedetter luogo, nell'anima ravveduta e percossa, allo sdegno che purifica, al dolore che ispira, alla meditazione che gli obietti esteriori trasforma, quelli che per degnità ne son suscettivi, in mere idealità. La dominante scolastica accrebbe (e il Convivio ne fa espressa testimonianza) impulso ed estensione al procedimento di quell'austero intelletto verso l'ideale: cosicchè non solamente la donna che

si era partita dalla sua veduta,

divenne spirital bellezza grande,[125]

sibbene tutta la realtà della vita, tutta, come dicevano, la vita attiva, scomparve agli occhi suoi contemplanti, e le si sovrappose, infinito e sovrumano, e solo esso vero, l'ideale. Ma gli occhi di Beatrice anche in quella regione sconfinata, raggiano sempre,

dal primo giorno ch'ei vide il suo viso.

in questa vita, insino a quella vista;[126]

gli occhi amorosi, che per le feste primaverili nella casa del padre, ai banchetti nuziali, passando per le vie, nella chiesa pregando a Maria (non faccio che ricordarvi le realtà della Vita Nuova;[127] e nessun altro libro nè ha di più spiritualmente adombrate), si sono volti verso il Poeta: anzi, se lo sguardo di lei donna lo confondeva e lo «sconfiggeva»,[128] sono ora gli occhi di lei «salita a spirto e cresciuta di bellezza e di virtù»[129] che lo attraggono, per virtù miracolosa, di cielo in cielo alla visione suprema dell'Ente: