Beatrice in suso, ed io in lei, guardava.[130]
E nessuna lode, fra le adulazioni tante di che è stata (fin che è usato rispettarla) caricata la donna, nessuna fu mai lode più alta di questa.
Di Beatrice, quanto indubitabile la realtà, suggellata in quel verso potente[131]
guardami ben; ben son, ben son Beatrice,
altrettanto è poco o punto contornata storicamente la figura, non dico nel Poema, dov'ella è spirito e simbolo ma nella stessa Vita Nuova, dov'ella è donna che ispira affetti e che muore. Può anzi dirsi che la Beatrice della Vita Nuova, sebbene donna vivente, è in sì alto grado angelicata, che i lineamenti femminili si perdono in quell'aureola ond'è circonfusa la
cosa venuta
di cielo in terra a miracol mostrare:[132]
e piuttosto nel Poema, dove la creatura celeste è discesa «dal suo beato scanno, per soccorrere quei che l'amò tanto»,[133] spesso assume aspetti e atteggiamenti di vita reale ed umana, sia che[134] non senza lacrime parli a Virgilio del pericolo di Dante; sia che a questo rimproveri le mondane infedeltà, e lo umilii fino a rompere in pianto; sia che lo affidi pei mistici lavacri a Matelda; sia che sorrida de' suoi smarrimenti di creatura impotente a sostenere il fascio del divino che opprime i deboli sensi; sia che, perfino, maliziosamente
ridendo, paia quella che tossìo
al primo fallo scritto di Ginevra.