[285]. Trionfo dell'Amore; IV, 31.

[286]. Sonetto di Cino: «Infra gli altri difetti del libello, Che mostra Dante signor d'ogni rima...».

[287]. «Perch'io non spero di tornar giammai, Ballatetta, in Toscana...»

[288]. Parad. XVII, 55-57.

[289]. Purg. XXXIII, 115. Come Virgilio «gloria de' Latini»; Purg. VII, 16.

LA DONNA ISPIRATRICE

Parole dette nella solenne distribuzione dei premî alle alunne del R. Istituto della SS. Annunziata di Firenze, il 9 settembre 1883.

Signore e Signorine gentili,

In quella pagina, che nelle Confessioni d'Aurelio Agostino è una delle più belle, dov'ei fa l'elogio della madre diletta, della madre santa, che gli è morta, si legge com'ella guadagnò il marito a Dio con la eloquenza dei costumi, e ne ottenne riverente amore e ammirazione. Altrove, questa medesima madre ci è ritratta piangente per la partenza del figliuolo, o per gli errori di lui: e dalle materne lacrime riconosce egli stesso in gran parte la propria conversione, e l'avviamento a quella che fu grandezza confermata dai secoli.[290] Il costume e l'affetto: tale è invero la doppia potenza, con che la donna è signora nella famiglia; quella è, nella storia umana, la parte che è sua.

Nè, ciò affermando, si nega già alle facoltà intellettuali della donna di potere non pur cooperare ma competere con le virili, nel dare effetto a quelle opere ond'è attestata la porzione divina di nostra natura. È anzi certo che la stessa delicatezza della fibra, tutt'altro che menomare o svigorire quelle facoltà, le acuisce e quasi le snoda a maggiore agevolezza e penetrazione: il che un antico nostro espresse acconciamente, con dire che le donne «più acuto hanno l'intelletto e più sùbito».[291] E il Parini, nell'Ode per laurea di donna:[292]