III, XI: «E tu stendesti la tua mano dall'alto, e cavasti fuori l'anima mia della profonda caligine, mentre per amor mio piangeva dinanzi a te la madre mia, tua serva fedele, più che non piangano le altre madri la morte corporea de' loro figliuoli. Conciossiachè per la fede e lo spirito che le infondevi, ella vedeva la mia morte; e la esaudisti, o Signore. Tu la esaudisti, nè avesti a schifo le lacrime di lei, allorchè sgorgando bagnavano la terra sotto ai suoi occhi, dovunque ella si mettesse a pregare; tu la esaudisti....
«.... corsero un nove anni ne' quali seguitai a voltolarmi in quel fondo fangoso e in quel buio d'errore, provandomi spesso a levarmi su, e ricadendo più sconciamente: mentre frattanto quella casta, santa e mortificata vedova (come le vuoi tu), facendosi sempre di più viva speranza, ma non però men pronta al gemito e a' sospiri, non finiva mai nelle continue orazioni di piangermi dinanzi a te, e le preghiere di lei salivano nel tuo cospetto....».
[291]. F. Sacchetti, Nov. CLXXIX.
[292]. Ode VIII, La laurea. A Pellegrina Amoretti d'Oneglia, laureata in ambe le leggi nell'Università di Pavia l'anno 1777.
[293]. E di Excelsior, E. W. Longfellow.
[294]. Le lettere di Michelangelo Buonarroti ecc. per cura di Gaetano Milanesi; Firenze, Succ. Le Monnier, 1875.
[295]. Orlando furioso, XXXVII, 15-21.
[296]. Pensieri sull'arte e Ricordi autobiografici di Giovanni Duprè; Firenze, Succ. Le Monnier: vedi i capitoli III e IV, e poi tante altre care pagine dov'è ricordata la sua Mariina.
[297]. Alessandra Macinghi negli Strozzi. Lettere di una gentildonna fiorentina del secolo XV ai figliuoli esuli, pubblicate da Cesare Guasti. Firenze, Sansoni, 1877.
[298]. Giornale scritto da una madre; a pag. 198-213 del volume La donna; Milano, Agnelli, 1868.