mortali possit a superis tribui.
Hic Simonetta iacet, cuius mortalia cuncta
concipere immensum non poterant animum:
quam neque mors potuit visa exterrere, Deumque
mox petiit cui se nympha dedit moriens.
[310]. Vedi Alcune prose di Lorenzo de' Medici per dichiarazione e storia de' suoi Sonetti e delle Canzoni, nel volumetto (Firenze, Barbèra, 1859) delle Poesie di L. de' M. per cura di G. Carducci; a pag. 35 e segg.
[311]. Carte Medicee avanti il principato (nell'Archivio fiorentino di Stato), filza XXXIII: lettere da Firenze di Piero Vespucci, suocero della Simonetta, al magnifico Lorenzo a Pisa, che gli aveva mandato il suo proprio medico.
18 aprile 1476 — .... La Simonetta si sta quasi nelli medesimi termini che quando Voi partisti, et poco v'è di meglioramento. Attendevisi et per maestro Stefano et per ogni homo cum diligenzia, et così sempre si farà....
20 aprile. — .... Pochi dì fa vi scrissi e avvisa'vi del male di Simonetta; el quale, per grazia di Dio, e per virtù di maestro Stefano mediante Voi, è alquanto meglio, chè à meno febre e meno rimessione, ed à meno afanno del petto, mangia meglio e dorme meglio: e per quanto dicano e' medici, el male suo sarà lungo, e pochi rimedi ocorre fare, se none buono governo. E sendo stato cagione di questo bene, tutti noi e sua madre, che è a Piombino, asai vi ringrazia e ubrigati vi siamo della dimostrazione avete fatto di questo suo male; e non volendo peccare nella ingratitudine verso el maestro, di nollo tenere qui quanto potrebe durare el male, e anche nonn è molto neciesario, e anche perchè non potremo sodisfare con pagamento tale obrigo per la imposibilità nostra; e per tanto vi priego mandiate per detto maestro Stefano, e avisate quello se gli à a dare, che venerdì santo venne. E noi senpre siamo presti a fare ogni cosa dove richiede el debito nostro, e masime avendo riguardo a conservare ogni vostro onore, come questo e ogni altro. Aspetterò da voi aviso, e tanto seguiremo....
26 aprile. — Magnifice ac praestantissime vir, compater honorandissime ec. Scripsivi nelli giorni passati del melioramento della Simonetta, el quale invero non ha perseverato come io credetti et come saria stato nostro desiderio. Questa notte sono stati alla disputa maestro Stephano et maestro Moyse, di darle una medicina; la quale concluseno doverseli dare, et così le hanno data. Non si pò ancora comprendere che fructo farà: Dio voglia che facci quanto desideriamo! Et perchè altra volta io vi scripsi della incomodità mia circa alla mercè et salario di maestro Stefano, et da voi non ho risposta alcuna, non m'è parso pigliare partito alcuno; et ancora per otto giorni lo stare suo mi piace, chè pure in questo termine si doverà vedere quello debba sequire: benchè non limito detto termine, se non cum conditione che la intenzione vostra sia così; di che mi sarà caro due versi di risposta di vostro parere. Questi medici sono del male suo discordi: maestro Stephano dice, epsa non essere nè etica nè tisica, et maestro Moyse tiene el contrario: non so chi meglio sene vede. Raccomandomi alla M. V. Florentiae, xxij aprelis MCCCCLXXVI. M.tie V. quicquid est Petrus Vespuccius eques.